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Gli auguri dell'Arci per l'anno che verrà

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L'anno che va, l'anno che verrà.

L'anno che va si chiude con una lunga striscia di sangue. Guerre terribili, come quella siriana. Assedi....

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La tessera Arci cambia. Sarà valida dal primo ottobre al 30 settembre

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Gli auguri dell'Arci per l'anno che verrà  E-mail
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L'anno che va, l'anno che verrà.

L'anno che va si chiude con una lunga striscia di sangue. Guerre terribili, come quella siriana. Assedi e carneficine, come ad Aleppo. Atti terroristici, come l'ultimo a Berlino. Tensioni internazionali che si acuiscono.

Nell'anno che va in 5mila hanno perso la vita nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le nostre coste mentre sono cresciuti gli istinti populisti assieme alle voci e alleforze xenofobe e razziste che si muovono in Europa.

L'anno che va ci dice che la crisi ancora non è alle spalle e le disuguaglianze non smettono di aumentare. Nel nostro paese 4 milioni 600mila persone sono povere e 17 milioni e mezzo sono a rischio povertà.

Ecco.

L'anno che verrà vorremmo fosse diverso.

Vorremmo passi concreti di pace. Vorremmo che l’Unione Europea, che celebrerà i sessant'anni del Trattato da cui cominciò il suo cammino, svolga il suo ruolo di attore che spegne focolai e roghi di guerra. Vorremmo diritto d'asilo e corridoi umanitari per chi fugge dalle guerre e dalle stragi.

Vorremmo lavoro stabile e non precario. Al sud come al nord.

Vorremmo un nuovo contratto sociale per un nuovo modo di stare insieme, per combattere la concentrazione della ricchezza e promuovere l'uguaglianza, per rimettere al centro il lavoro, i diritti, la partecipazione civica.

E’ questo il 2017 che l’Arci vorrebbe che fosse e per il quale lavorerà, proponendo le sue idee e le sue pratiche di solidarietà, socialità, democrazia, promozione della cultura.

Per l'anno che verrà vogliamo tanto. Ma non ci tiriamo indietro.

Auguri di un buon 2017 a tutte e a tutti.

 
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Ripartiamo da "Non una di meno", un successo nonostante media e politica. L'articolo della Presidente Francesca Chiavacci su Huffington Post  E-mail
Notizie - Italia

Ripartiamo da "Non una di meno", un successo nonostante media e politica

NON UNA DI MENO

Per il nostro Paese, non è la prima volta che capita. È già accaduto in altre occasioni. L'agenda della politica e quella dei media propongono priorità e offrono rappresentazioni la cui corrispondenza alla realtà, all'improvviso, viene messa fortemente in dubbio, viene superata, quasi spazzata via da eventi che si verificano e che per la forza si qualificano come veri e propri fatti politici e sociali.

 
Torna L’Italia che non si vede, rassegna itinerante di cinema del reale  E-mail
Cultura - Cinema

Italia_che_non_si_vede_2016_rit.jpg«Cable television is the new arthouse». In altre parole: la serialità televisiva è il nuovo cinema d’essai. Parole e musica di David Lynch in una recente intervista concessa a Time Out.

Con tutto il rispetto che portiamo al maestro, difficile pensare che l’affermazione non sia dettata dal fatto che dopo Inland Empire (2006) Lynch non riesca a trovare un produttore per un film di finzione. O che non dipenda dall’annunciata terza serie di Twin Peaks in corso di lavorazione per la rete tv Showtime. O, nella peggiore delle ipotesi, da un eccesso di meditazione trascendentale alla quale si è votato negli ultimi anni. Tuttavia, per quanto la tecnologia progredisca con impressionante velocità, e così le modalità di fruizione si moltiplichino, preferiamo ricordare il regista quando declamava stizzito «It’s such a sadness that you think you’ve seen a film on your fucking telephone».

 
Legalità. 28 ottobre 2016. Parco Tecnologico Scientifico Vega. Venezia  E-mail
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